ZONA E DINTORNI - OMEGA-3 : I GRASSI CHE CI STANNO A CUORE

CHE COSA SONO?

Gli Omega 3 sono acidi grassi polinsaturi che possiedono un doppio legame nella posizione 3 della catena che li forma (da cui il nome Omega 3). I più importanti sono l’EPA e il DHA . Vengono definiti acidi grassi essenziali perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli, quindi la loro assunzione è assolutamente basilare!

QUALI SONO I LORO BENEFICI?

Tra i numerosi effetti protettivi degli Omega 3 ricordiamo:

·         riduzione della possibile formazione di coaguli nel sangue (azione antiaggregante piastrinica con effetto antitrombotico),

·         controllo del livello plasmatico dei grassi, soprattutto i trigliceridi.

·         controllo della pressione arteriosa mantenendo fluide le membrane delle cellule e dando elasticità alle pareti arteriose.

·         azione antidepressiva naturale (soprattutto per azione del DHA)

 

Da ciò si deduce come i principali vantaggi di questi preziosi elementi siano legati soprattutto alla protezione del cuore e del sistema circolatorio: un aspetto positivo già evidenziato negli anni' 70 quando vennero effettuati alcuni studi sugli "Inuits", una popolazione eschimese che si cibava prevalentemente di pesce proveniente dalle coste della Groenlandia e del Giappone. Già allora venne rilevata un’incidenza particolarmente bassa di malattie all'apparato cardiovascolare, correlata proprio al tipo di alimentazione di questo popolo.

Certo è opportuno ricordare come l'attività di prevenzione delle malattie cardiovascolari deve primariamente concentrarsi sulla dieta equilibrata, e parallelamente sull’eliminazione dei fattori di rischio (fumo, obesità e sedentarietà).

 

QUALI SONO LE PRINCIPALI EVIDENZE SCIENTIFICHE?

Lo studio GISSI Prevenzione , pubblicato nel 1999 (1) ,ha valutato in pazienti che erano già stati colpiti da un infarto l'efficacia di una terapia con acidi grassi polinsaturi Omega-3, con vitamina E, e con pravastatina, nel ridurre la mortalità o l'incidenza di un secondo infarto, evidenziando una riduzione della mortalità del 20% nei pazienti trattati con omega-3. Nell'arco di tempo in cui si sono svolti questi studi la mortalità ospedaliera per infarto miocardico è stata ridotta di circa il 30%.

Nel più recente studio GISSI HF pubblicato nel 2008 (2) si è verificato inoltre che tali grassi sono in grado di migliorare la prognosi dei pazienti con insufficienza cardiaca di ogni eziologia, con o senza riduzione della frazione di eiezione.

 

GLI OMEGA 3 E LA ZONA

Oltre a tutte queste peculiarità ricordiamo che, se associati al programma alimentare ZONA, gli Omega 3:

·   permettono il controllo dell’azione dell’insulina (l’ormone responsabile dell’accumulo di grasso)

·   favoriscono l’azione del glucagone (l’ormone che favorisce invece il consumo del grasso!)

·   stimolano la produzione degli enzimi che “bruciano” i grassi.

 

La nostra società occidentale essendo caratterizzata da un consumo scarso di pesce è maggiormente esposta alle malattie cardiovascolari rispetto a quelle popolazioni (ad esempio quelle orientali) che hanno abitudini alimentari diverse: ecco perché l’indicazione di incrementare il consumo di pesce è fondamentale!

Oggi esistono in commercio degli alimenti cosiddetti “funzionali” a cui è stata aggiunta una dose di Omega 3. Gli americani li chiamano "nutriceutical", ovvero prodotti che si posizionano al confine tra l'alimento e il farmaco. Ne sono un esempio il latte arricchito in Omega 3 cosi come le uova e il tonno/sgombro in scatola (che già possiedono parte di questi acidi grassi).

 

LE RACCOMANDAZIONI

Per mantenere in perfetta forma il sistema cardiocircolatorio, il metabolismo cellulare, il sistema immunitario e il cervello (gli Omega 3 agiscono anche come antidepressivi naturali!) dobbiamo assumerne almeno 1 grammo al giorno.

La SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) e l’INRAN (Istituto Nazionale per la Ricerca sugli Alimenti e la Nutrizione) consigliano 1.5 grammi al giorno per l’adulto sano.

Le dosi devono essere aumentate se siamo di fronte a patologie cardiocircolatorie o metaboliche.

In effetti l’assunzione media giornaliera di questi preziosi grassi nella popolazione occidentale è stimata purtroppo solo intorno ai 50-200 milligrammi!

Copyright Elena Lombardi

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